Ci ho messo un po’ ad abituarmi all’idea che l’anno nuovo fosse davvero cominciato.
Perché dopo che per 365 giorni hai scritto 2025, non è poi così automatico cominciare a scrivere 2026 dall’oggi al domani.
E, naturalmente, questa cosa si è riversata anche nella vita lavorativa.
Per tutto gennaio ho chiamato questo mese “dicembre”. E non è successo solo una volta.
A volte, quando mi è capitato di scrivere “2026” senza nemmeno pensarci, mi sono detta: ma che fai, stai già guardando nel futuro?
Per poi, ovviamente, prendermi in giro da sola subito dopo.
Una volta ho detto addirittura “novembre”. E poi di nuovo “dicembre”.
L’ultimo mese del 2025 dev’essermi proprio rimasto dentro.
Ma la cosa più bella è successa quando, inviando una mail di lavoro con l’ennesimo “dicembre” fuori luogo, la persona dall’altra parte mi ha risposto serissima: “Perfetto, ci vediamo allora il giorno X del mese di dicembre”.
Insomma: sono stata in ottima compagnia.
Succede. Ce ne siamo fatti una ragione.
Come il collega che mi ha chiamato e mi ha detto: “Ma quanto sei stonata?”
Ma ora sì, ci siamo. Forse.
Gennaio è quasi finito. Il 2026 ha preso forma e anche noi stiamo iniziando a prendere il ritmo.
E voi, com’è andata?
A febbraio, lo giuro, sarò più brava.
Mari

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