Ogni giorno preparo una bella lista di cose da fare. E’ una lista ordinata, fatta di una serie di punti. Di solito non sono più di una decina quando mi siedo alla scrivania la mattina appena arrivata in ufficio. Dopo la riunione con il resto del Karma Teams, la mia lista raddoppia la sua lunghezza. Mentre parlo mi vengono in mente delle cose e le aggiungo. E poi cominciano ad arrivare le richieste su whatsapp. Anzi, come ben sappiamo, quelle arrivano già prima del mio arrivo in ufficio, ma basta qualche anteprima di lettura dei messaggi per capire che chi vuole che salvi il suo mondo deve comunque fare i conti con la realtà. Noi siamo qui anche per questo.
Alle 11 del mattino la lista ha già occupato una pagina intera di un foglio A4, rigorosamente riciclato. Per tutto quello che arriva a seguire si trova uno spazietto: aggiungendo colonne, inserendo box qui e lì con le aggiunte cercando di dare un ordine di priorità, spostandosi anche sulla pagina già stampata e dandole davvero una seconda vita.
Alla fine della giornata lavorativa, mi va bene se sono arrivata a metà della lista. Ci sono giorni in cui arrivo a spuntare quasi tutte le voci, ma diciamo che quei giorni non sono la regola.
Quello che rimane me lo riporto di giorno in giorno e poi, a fine settimana, scopro che c’erano tante cose che potevano attendere.

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