Il ghosting a lavoro

Quante volte vi è successo di essere ghostati? Non ve lo chiedo da un punto di vista di relazioni personali, ma facendo riferimento esclusivamente all’aria lavorativa. Perché sì, esiste anche il ghosting lavorativo.

Mandi una mail che può contenere una richiesta o una proposta, ed ottieni zero risposte. 

Dopo qualche giorno di email ne mandi un’altra. Zero patata anche in quel caso. 

Provi con un messaggio, magari perché pensi che la mail sia finita in mezzo alle altre cento. Nemmeno la spunta blu. 

E cominci a farti delle domande, perché magari se non hai una risposta non sai più come andare avanti. 

Ok, ci sono dei periodi in cui apri la posta elettronica e vorresti richiuderla immediatamente. Giornate in cui rispondi solo alle emergenze, lasci non lette le email sulle quali vorresti tornare più tardi e poi te ne dimentichi. Succede a tutti. 

Ma c’è una differenza tra il non essere subito reattivi e non dare alcuna risposta, mai. Forse basterebbero anche due righe della serie: guarda, al momento ho troppo da fare. Fai passare questo periodo e ci risentiamo. 

Io so che hai letto e mi metto l’anima in pace, senza rimanere nell’incertezza. 

Forse nella comunicazione lavorativa ci siamo abituati talmente tanto all’immediatezza da pensare che esistano soltanto due possibilità: fare subito una cosa oppure non rispondere finché non possiamo farla.

In mezzo, invece, esiste una terza possibilità molto semplice: adesso non posso. Risposta semplice e assolutamente accettabile. 

Se io sono stata ghostata a lavoro? Assolutamente sì. 

E voi?