Karma Communication - Il cliente collaboratore

Il cliente collaboratore

Intanto una anticipazione: questo è un post polemico.

Detto questo, tirato un sospiro di sollievo, oggi si parla del cliente collaboratore, quello che ti fa la proposta che non ti aspettavi, o meglio non è che non te la aspettavi, non pensavi potesse essere così diretta.

Ah altra precisazione: non è diventato cliente di Karma Communication.

Il cliente collaboratore ci ha contattato via mail. Ne ha scritta una incredibile, in cui raccontava il suo business e tutti i motivi per cui ci sarebbe piaciuto lavorare con lui. Beh, non era esattamente l’argomento con cui avrei voluto avere a che fare, ma si poteva fare. C’era un numero di telefono e ho chiamato, l’appuntamento l’abbiamo preso per l’indomani, ed era l’inizio di agosto. La telefonata si è conclusa con una sua frase fantastica “speriamo di metterci d’accordo perché noi a settembre vorremmo iniziare”. Fantastico sì!

L’indomani all’appuntamento ci sono andata, dopo una giornata rocambolesca. Il cliente collaboratore mi ha raccontato nello specifico della sua azienda e poi ha cominciato a farmi una serie di domande. Giusto, uno deve sapere chi si mette in casa.

E’ stata una discussione assolutamente normale…fino a quando non è arrivato il momento di salutarsi. Come faccio sempre ho detto “mi prendo qualche giorno per capire cosa potremmo fare per voi e poi le manderò il nostro preventivo”. Alla parola preventivo il cliente collaboratore ha fatto un salto sulla sedia. Un movimento impercettibile seguito da un tic all’occhio destro, o forse era il sinistro. Il tutto è stato seguito da una frase “ma quale preventivo, noi qui non vogliamo un preventivo”.

Ah no?

Non voleva un preventivo, perché “soldi non ce n’è” e quindi “dobbiamo trovare un altro modo per essere tutti contenti”. A me altri motivi di contentezza non me ne venivano in mente nemmeno a sforzarmi e il suo business non aveva niente a che fare con i gelati, le pizzette, vini o cose che avrebbero potuto farmi rispondere “ah lei vuole garantirmi una fornitura a vita? bello, ci sto!”. No, era un po’ come se, dopo una visita dal dentista il cliente si alzasse e dicesse “noi dobbiamo collaborare, quindi invece di pagarla in soldi, metterò la sua faccia nel mio negozio di bidet e dirò a tutti che lei è il dentista più bravo del mondo. Poi, se vuole, una decina di bidet glieli potrei anche dare”.

Insomma il suo modo di essere “tutti contenti” era trovare una qualche forma di collaborazione, interessante per tutti s’intende. Gli ho detto che gli avrei mandato la mia proposta subito dopo avere chiuso l’accordo con il supermercato e con il benzinaio e, ovviamente, mi ha guardato come se gli avessi detto “brutto stronzo”.

Ora, io non è che voglio diventare ricca, ci mancherebbe altro, per quello dovrei cominciare a giocare al lotto, però vorrei anche riuscire ad arrivare a fine mese tutti i fine mese, senza lanciarmi in una corsa all’ostacolo.

Mi siddiai, va!

Mari