L’ufficio di Karma Communication oggi è diventato un luogo diverso rispetto a quello di qualche anno fa.
Un tempo era il centro, il punto fermo, il luogo da cui tutto partiva e in cui tutti ci ritrovavamo ogni giorno. Oggi possiamo considerarlo invece come un punto d’appoggio. Ci entriamo sempre meno spesso, ci restiamo meno a lungo, spesso non in plenaria, spesso di passaggio.
Le scorte di caffè fatte con entusiasmo all’inizio del 2025 sono ancora lì, non intatte, ma bastanti anche per tutto il 2026 (per fortuna la scadenza è ancora lontana). Le pile di carta igienica, stentano a scendere di altezza. Le bottiglie d’acqua ci aspettano con pazienza.
Il nostro ritmo è cambiato e così anche il nostro modo di lavorare.
Va bene così. È un modo nuovo, più flessibile, più nostro.
Poi però succede che ci si ritrovi tutti insieme. E lì succede qualcosa.
Perché guardarsi in faccia mentre ci si parla, senza uno schermo o un telefono a fare da filtro, è un vero toccasana.
Ci si interrompe più spesso, è vero. Si inizia con più lentezza e l’ora dell’abbiocco è vissuta intensamente, ci si distrae alla grande. Ma ci si capisce anche meglio e ci si allinea in maniera più profonda.
E poi, quando si chiude la porta per tornare a casa, ci si sente un po’ più squadra, quel Karma Girls, e da qualche tempo anche Boy, ha un senso sempre più grande.

Chatta su whatsapp