Ci sono posti in cui ci sentiamo al sicuro. Uno di questi è per esempio la PEC, quella casella di Posta Elettronica Certificata, che tanto piace ad Agenzia delle Entrate ed Inps e che invece, da qualche tempo, piace anche ai truffatori del web.
Come lo sappiamo? Perché alla PEC aziendale di Karma Communication sono arrivate ben due richieste di pagamento per fatture inesistenti, emesse da aziende con cui non abbiamo mai avuto rapporti. Un testo freddo, formale, apparentemente credibile, con anche la minaccia di procedimenti legali, ma con una grande, ovvia, red flag: un link che, una volta cliccato, apre le porte a virus e problemi di sicurezza.
Siamo abituati a diffidare dalle email sospette che arrivano nelle caselle ordinarie, ma la PEC l’avevamo sempre considerata un porto sicuro, segnalazione di cartelle esattoriali a parte. Sembra non essere più così e i truffatori cercando i metterti fretta con scadenze per il pagamento, usano toni professionali, ma poi ci mettono il trappolone, quel link che noi non abbiamo mai cliccato.
Perché oggi vi abbiamo raccontato questo? Perché vi invitiamo a diffidare e verificare, senza cliccare su link sospetti. Non facciamoci prendere dal panico da una PEC dai toni a volte spaventosi.
A voi è mai capitato?

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