Qualche settimana fa ho riaperto quel file che ogni tanto facciamo girare, e al quale i sono particolarmente legata: il portfolio di Karma Communication.
E’ un po’ come quegli album fotografici, dove ti vedi prima bambina e poi che cresci piano piano, di anno in anno. Di anni, ne sono passati ormai quasi 14, perché settembre è dietro l’angolo e, senza quasi accorgercene, stiamo per spegnere un’altra candelina.
Scorro le pagine e rivedo progetti che avevo quasi dimenticato, ma che hanno segnato sempre un passaggio importante.
Eventi. Campagne. Siti. Loghi. Idee che, in quel momento, sembravano enormi e che oggi fanno parte della nostra storia.
Con il portfolio di Karma Communication, mi piace giocare.
Tolgo.
Metto.
Sposto.
Mi chiedo: questo racconta ancora chi siamo?
La mia risposta è sì, proprio per la dinamicità che lo contraddistingue.
Non serve a conservare tutto quello che abbiamo fatto. Dire che è una vetrina, significherebbe sminuirlo, è qualcosa che ci rappresenta, e come cambiamo noi, cambia anche questo bellissimo strumento di narrazione.
Non tutto si guadagna il suo spazio e ci sono progetti che il loro spazio non lo anno mai perso. Alcuni si sono evoluto negli anni. Tutti raccontano quello che siamo oggi, in un equilibro tra passato e presente.
Per questo continuo a pensare che il portfolio sia uno degli strumenti più importanti che un professionista o un’azienda possano avere.
Perché i social raccontano il presente.
Il sito racconta cosa fai.
Ma il portfolio racconta come lavori.
E sì, se ancora non ne avete uno, il consiglio è sempre lo stesso.
Fatevelo.
Non per mostrare tutto quello che sapete fare.
Per raccontare, con cura, quello che volete che gli altri ricordino di voi.

Chatta su whatsapp