Il ricordo di quel lunedì che sapeva di venerdì

Qualche settimana fa, qui in agenzia, è capitato un lunedì che aveva il sapore del venerdì.

Semplicemente tutto è partito piano ed è andato avanti lentamente, senza “emergenze” dell’ultimora, senza che nessuno ti chiedesse cose che ti aveva chiesto già il venerdì pomeriggio alle 18. Insomma, una giornata a giri assolutamente rallentati. 

E quindi, per arrivare fino alla fine della giornata la parola d’ordine è stata “tranquillità” e non perché ce la fossimo imposta, ma perchè era presente indipendentemente da noi. 

E incredibilmente, tutti sapevamo cosa fare, senza doverci rincorrere e le liste delle cose da fare sono arrivate fino in fondo in scioltezza. Senza affanni, senza rincorse, con un ordine che per certi versi è apparso anche un po’ surreale. 

Incredibile, ma vero, abbiamo trovato anche il tempo di riordinare spazi che gridavano attenzione da settimane, forse da mesi. 

E poi, uscire dall’ufficio alle sei e trovare ancora un po’ di luce fuori ha cambiato tutto. Non sembrava quasi di avere lavorato e siamo tornate a casa con una leggerezza diversa, che di lunedì è quanto di più salutare possa esistere. 

Quel lunedì lì è stato un piccolo regalo, una giornata in cui abbiamo lavorato non in apnea e che adesso aspettiamo che ricapiti.