Ci sono momenti dedicati alla formazione: cerco un corso, leggo un manuale, ascolto un podcast o guardo un tutorial (questo mi ricorda che devo fare la formazione obbligatoria da giornalista, ma apro e chiudo così questo capitolo).
E poi ci sono quei momenti diversi, in cui si impara qualcosa per caso.
Un link intercettato per caso.
Due parole apparentemente senza peso, dette da qualcuno e approfondite subito dopo.
Un tool citato in un post su LinkedIn.
La soluzione a un problema, raccontata da chi ne ha affrontato uno che tu ancora non conosci.
A me la curiosità si accende subito.
Piccole scoperte alle quali do quasi sempre un seguito.
E, proprio grazie a quella curiosità, continuo ad andare avanti: mi informo, approfondisco, provo a capire se può diventare un’opportunità. A volte sì, a volte no.
Perché non tutto deve trasformarsi per forza in qualcosa di utile. Ma imparare, resta bellissimo.
Mi stupisce sempre, invece, quando colleghi o colleghe – della mia età o anche molto più giovani – restano indifferenti a tutto ciò che arriva dal mondo esterno.
Io, a questi incontri casuali, dico grazie.
Perché mi ricordano che anche con la testa piena e l’agenda pienissima, c’è sempre spazio per imparare qualcosa di nuovo.

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