Era un weekend di luglio e una sponsorizzata sui social ha catturato la mia attenzione.
Un video curato, delle foto fatte super bene, una copy che prometteva una storia da scoprire. L’evento sembrava il festival del secolo, uno di quelli da non perdere assolutamente.
Così siamo partiti. E siamo finiti a Giarratana, provincia di Ragusa, dove non sarei mai arrivata se non per fare una buona scorta di cipolle.
C’era decisamente meno di quello che mi aspettavo. Ma — e qui arriva la parte bella — era tutto vero, nel senso più profondo, e quindi autentico.
C’erano le persone del posto, i volontari, il palco allestito con cura, i bambini che correvano tra le sedie, e quell’aria di provincia che ti abbraccia anche se non sei di lì.
E ho pensato: senza quella comunicazione fatta bene, lì non ci sarei mai arrivata.
La buona comunicazione, quando è ben pensata e ben realizzata, non gonfia la realtà: la rivela.
Le dà una possibilità. Le apre una porta. A volte le cambia la traiettoria.
E questo, a pensarci bene, è il motivo per cui questo lavoro — quando riesce — ha senso.
Mari
N.B.: Il festival è il MeMu Fest, e quel paesino lì val bene anche una bella visita.

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