Ultimamente, sul lavoro, sento un sacco di gente lamentarsi.
Alcune lamentele sono legittime, certo e per carità io mi lamento anche. Ma molte volte mi trovo ad ascoltare lamentele da chi, a conti fatti, non ha poi così tanto da lamentarsi. Parlo di persone con posizioni solide, ruoli privilegiati, che però — tra una mail e una call — trovano il modo di brontolare. Sempre. Su tutto.
Lamentarsi in automatico, senza costruttività, toglie energia a chi invece quella fatica la fa davvero, ogni giorno, ed è pure costretto ad ascoltare.
E allora, nel mezzo dell’ennesima conversazione tutta puntata su “quanto è tutto difficile”, mi è tornata in mente una vecchia, geniale canzone di Domenico Modugno, Malarazza, ma nella versione in siciliano ripresa da Roy Paci che dice:
“Tu ti lamenti, ma chi ti lamenti. Pigghia nu bastuni e tira fora li denti.”
Ecco, io al momento mi sento così. Magari perché è un buon momento o magari perché sto raggiungendo un nuovo livello di maturità sul lavoro che fa si che io abbia zero pazienza per le lamentele sterili. Mille energie, invece, per chi cerca di fare, aggiustare, affrontare.
Criticare è facile, muovere le cose è un’altra storia.
Mari

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